L'Archivio di Stato venne istituito come sezione con DM 15 Aprile 1959 e divenne Archivio di Stato con il DPR n. 1409/1963, con il compito di raccogliere la documentazione storica di tutti gli uffici statali della provincia, relativa agli affari esauriti da oltre quarant'anni.

L'Istituto conserva un patrimonio documentario di circa quattordicimila unità, suddivisi in fondi, i più importanti dei quali sono: Atti Notarili, Prefettura, Cessato Catasto, Tribunale, Pretura e Questura, cui si aggiungono donazioni private di documenti e libri.

Si segnala la presenza di un ricca Biblioteca specialistica con pubblicazioni relative alla storia sarda ed in particolare alle discipline archivistica, paleografica e diplomatistica.

La sede è ubicata nel cuore della città lungo le pendici del colle Sant'Onofrio, nella Via A.Mereu, 49.

 

RIPRODUZIONE DI DOCUMENTI ARCHIVISTICI EFFETTUATA DA PRIVATI CON MEZZI PROPRI

Con l'entrata in vigore della Legge 4 agosto 2017 n. 124 (art. 1 c. 171) che modifica l'art 108 del Codice dei Beni Culturali (D. lgs. 42/2004):
> Nessun canone è dovuto per le riproduzioni richieste o eseguite da privati per uso personale o per motivi di studio, ovvero da soggetti pubblici o privati per finalità di valorizzazione, purché attuate senza scopo di lucro. I richiedenti sono comunque tenuti al rimborso delle spese sostenute dall’amministrazione concedente. (art. 108 c.3 D. lgs. 42/2004).
> Sono in ogni caso libere le seguenti attività, svolte senza scopo di lucro, per finalità di studio, ricerca, libera manifestazione del pensiero o espressione creativa, promozione della conoscenza del patrimonio culturale:
1) la riproduzione di beni culturali diversi dai beni archivistici sottoposti a restrizioni di consultabilità ai sensi del capo III del presente titolo, attuata nel rispetto delle disposizioni che tutelano il diritto di autore e con modalità che non comportino alcun contatto fisico con il bene, né l’esposizione dello stesso a sorgenti luminose né, all’interno degli istituti della cultura, né l’uso di stativi o treppiedi;
2) la divulgazione con qualsiasi mezzo delle immagini di beni culturali, legittimamente acquisite, in modo da non poter essere ulteriormente riprodotte a scopo di lucro. (art. 108 c. 3-bis D. lgs. 42/2004). 

                                                                                    

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07/09/2017

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